Nuova recensione: il Canto dell’elefante 28.12.2017



60-primi anni del secolo scorso. Cappelli, abiti formali, cappotto. Da un ospedale psichiatrico si esaurisce uomo, sale in macchina e scompare senza lasciare traccia. L’ultimo che ha parlato con il dottor Lawrence è stato un paziente di questo stesso ospedale Michael Elin. In una situazione da risolvere al dottor Greene, un collega scomparso uno psichiatra. Michael disposto al dialogo, ma solo a due condizioni: Green non aprire la sua cartella clinica e offrira alla fine di cioccolatini. Apparentemente strane richieste, ma solo così Elin potuto pareggiare sociali dello stato, e di comparire davanti a un Green uomo, e non il paziente.

La prima cosa che salta all’occhio è abbastanza forte cast: Bruce Greenwood, Xavier Dolan, Carrie-Anne Moss, Catherine Keener. Proprio la recitazione è più forte una parte del quadro. Dolan è riuscito con il ruolo di Michael. All’inizio, forse, sembra che Xavier non regge il suo gioco fino a follie, ma dopo la navigazione in aria appenderà domanda: e se in generale la follia? Gli altri ruoli non sono così complessi, è stato motivo di dubitare di questi grandi professionisti.

Il problema principale del film, a mio parere, è diventato, di fatto, la messa in scena. Bella fotografia, lavoro di recitazione, trama, ma ciò non le corde. La situazione è così da camera, che, anche se lo si desidera, è difficile portare questo film al genere thriller, che si pone, sulla base delle sinossi. Anche nei momenti di colpi di scena, non si sente alcuna tensione o di suspense. Tutti i giochi della mente ridotti al reciproca confessione protagonisti della vicenda. Finale di torsione provoca anche solo un effetto drammatico senza alcun шокирования lo spettatore.

Se siete alla ricerca di profondamente piacevole dramma sulla solitudine e l’esistenza per errore, siete al seguente indirizzo. Se vuoi con il fiato sospeso ad aspettare svincolo di storia, rischia di essere delusi.

6 di 10



Nuova recensione: il Canto dell’elefante 28.12.2017