Nuova recensione: i Miti 29.12.2017



Come alzare creativa la cinghia e non far fronte con il compito, è possibile chiedere al giovane debuttante grande cinema per la regia di Alessandro Молочникова. Raccogliere un sacco di persone famose, per poi sciogliersi nel loro grandezza è tutto quello che viene in mente durante la visualizzazione di questa immagine. Praticamente dai primi minuti di narrazione lo spettatore diventa imbarazzante da quello che si vede sullo schermo, ma la speranza, come si dice, è l’ultima a morire.

La trama di qualche strano mendicante alieno arriva sulla sua zattera a Mosca e si ritrova in mezzo a circostanze di vita dei nostri ricchi e famosi. Aiutando tutti i consigli, l’eroe non solo riesce a fare di peggio, ma trova ancora il suo amore, rubando una donna influente marito-oligarca. Questo è il racconto di questo delirio o un mito, come lo chiamano gli autori, ma la cosa più importante è che gli artisti con tutto questo ancora cantano e ballano.

Certo, non è escluso che la prima versione dello script è molto più decente, ma quello che è successo alla fine non osano chiamare musical o commedia, anche se, naturalmente, ci sono stati momenti divertenti nel film, ma il terribile coreografia di danza ucciso tutto, изничтожив nello spettatore l’ultimo picco di attività cerebrale. Certo, se togliere la medicina della danza-aumento del numero di oltraggio, il film sarebbe stato l’occasione, ma alla fine il «laico varieta ‘ » camminato potente pista di pattinaggio sul ghiaccio del pubblico per le orecchie e gli occhi, uccidendo il dubbiosi ultima speranza per il cinema russo. Già durante il primo brano in esecuzione Igor Vernik, diventa chiaro assolutamente неподготовленном testa di ponte di tutta la coreografia, che si presenta come una patetica parodia di qualcosa di terribile. Naturalmente, si può supporre che qui si nasconde una sorta di semantica carico o creativo promessa, ma se non altro non c’era, perche ‘ allora necessaria tutta questa storia con inserti musicali? Si ha la sensazione che tutto ciò che accade nella scuola di musica придумывалось e stato fatto direttamente sul campo prima di scattare. Кривляние ci passa per la danza, esagerazioni per le emozioni, ma la cosa peggiore è vedere come gli artisti difficile non cadere in parole sue stesse canzoni. Naturalmente, dopo la peggiore fallimento Vernik altri artisti cercano di correggere l’impressione generale, ma dopo spaventose neuro-danza convulsioni Irene Rozanova, si può finalmente mettere fine a tutto questo «capolavoro». Eppure, nonostante l’orrore e l’incubo, nel film sono brillanti e piacevoli momenti. I singoli artisti efficacemente illuminato loro микроистории. Bondarchuk, Bezrukov, Urgant, Sukhanov e Vadim Wernick, che, tra l’altro, a volte sembrava meglio di quanto i suoi trentadue denti fratello Igor. Gli altri sono passati e non hanno lasciato nulla, un vuoto delusioni. Ma nel film era una storia che fui colpito dalla quasi fino alle lacrime. Mini-storia di una coppia in cui la moglie soffriva di una grave malattia, perdendo ogni volta la memoria dopo un certo tempo, e il marito nel frattempo ha cercato di ricordare l’amore e un matrimonio felice. A me personalmente la storia è sembrato davvero un vero e meraviglioso, in cui, grazie agli artisti Andrea Смолякову e Speranza Маркиной, non ho visto neanche un grammo di falsità o di qualche rigiocabili. Tutto era geniale e toccante, e il finale in generale su il divario!

In generale, prima di noi, molto male fatto un film, ma grazie ad alcuni attori ancora vedere ne vale la pena. Buona visione.

5 di 10



Nuova recensione: i Miti 29.12.2017