Nuova recensione: 2pac: la Leggenda 12.11.2017



Penso che non c’è persona che non avrebbe mai sentito il nome o non era a conoscenza delle opere di culto di Tupac Shakur. La partecipazione alle 9 di film di successo, la creazione di 9 dischi di platino, un saggio di oltre 700 canzoni e la vendita di oltre 75 milioni di copie di album e tutto questo per 25 anni di vita del negro a un musicista che degnamente inserito il suo nome nella storia. Sarebbe sciocco andare oltre la storia così cult e leggendaria personalità. Non ha resistito alla tentazione in questo caso il regista Benny Boom. Ma vedere la promessa di «leggende» purtroppo non è riuscito.

Rivisitazione di una storia realmente esistito e vero culto della personalità è sempre molto impegnativo. In questo caso, creando l’impressione di un bastone con due punte. Quando da un lato, la voglia di raccontare troppo, e dall’altro cercare di scoprire il personaggio principale con un precedentemente sconosciuto lato. Né l’uno né l’altro creatori di questo nastro ahimè non è riuscito.

Tutto il film si riduce ad una banale citazione proverbiale fatti della vita di Tupac Shakur. Quando si vuole abbracciare tutta la vita di Tupac, i creatori del nastro pappa pronta «per мелочевке» molto e non permettono di approfondire in singole e significative pagine della vita di Tupac. Tra cui in tema di conflitto tra le due coste e l’inimicizia con Notarious B. I. G., che forse e considerato (неподтвержденно) il cliente omicidio di Tupac.

Inoltre, è ben noto che Tupac è stato lo stesso «voce di strada» come in parallelo, a quei tempi, N. W. A.. che Riflette nei suoi testi la dura verità della vita nel ghetto. Menzione problema della droga, la povertà, la discriminazione razziale e molestie da parte della polizia. In realtà l’introduzione di un certo «predicatore dal ghetto». Tuttavia, i creatori del nastro disegnano sullo schermo l’immagine di una normale narcisista звездульки e tipico amico con il quartiere, che è sempre «vantarsi». Considerando tutto questo, a dare un quadro un riflesso della vita di Tupac Shakur non è affatto voglia.

Il regista dipinti Benny Boom riuscito a togliere molto superficiale e un tasso di film, che risulta assolutamente non degno di tanto leggendaria personalità. Inoltre, il Boom come semplicemente «passato» per lo scenario. Non mettendo in atto gli eventi su schermo né anima, né emozioni, né chiunque altro. Perciò non è sorprendente che la «rivelazione» l’immagine non diventa, e momenti drammatici non producono allo stesso modo drammatico impressioni. Quando come «la Voce delle strade» per la regia di F. Gary Gray ha dimostrato che togliere biografia degna di un film di culto forme rep cultura è possibile.

Particolare attenzione merita l’incredibile somiglianza tra l’attore Demetrio Shipp junior con reale Grazie Шакуром. Che sicuramente ha svolto positivamente sulla percezione del suo gioco. Sì, e Demetrio sicuramente cercando di giocare al limite delle loro possibilità. Tuttavia, essendo limitato quanto con parsimonia registrato e dubbioso presentato il suo personaggio, valutare il suo personaggio in modo ahimè impossibile.

Molto non male ha giocato Danaus Джекесай Гурира, che è riuscita a dimostrare che è in grado di combattere non solo con gli zombie, ma e tirando i ruoli drammatici. È piaciuto molto il gioco di Jamal Вуларда, che superbamente abituato all’immagine di Notarious B. I. G., e Domenico Santana, che è molto fiducioso guardato in un modo Fango Knight. Anche presentando il suo non è tanto assetato di sangue marcio, che disegna la sua cronaca.

4 di 10

2Pac: la Leggenda è molto di passaggio e di superficie dramma biografico di tale culto della personalità rep cultura come Tupac Shakur. Non solo non presentando allo spettatore di «rivelazioni» sulla vita del leggendario rapper, ma anche estremamente secco «camminando» di importanti pagine della sua vita.



Nuova recensione: 2pac: la Leggenda 12.11.2017